Perché è bene che ci siano anche le piccole strutture ricettive?

Non siamo i fautori acritici del “piccolo è bello”. Ma ci sembra giusto sottolineare che, in un ecosistema vitale, ci devono essere forme di vita differenziate. Pena la morte dell’ecosistema stesso.

Di solito una persona, che d’ora in poi chiameremo genericamente cliente, vede la struttura ricettiva dove va a passare qualche giorno, come una realtà totalmente staccata da sé stesso, esterna da sé. Questo tipo di attitudine è il risultato dell’educazione che in massima parte riceviamo nel contesto di riferimento culturale. E’ un’educazione improntata al “ognuno per sé, Dio per tutti”. E non c’è da biasimare nessuno per questo: si tratta di un semplice dato di fatto.

Spesso, il cliente che non frequenta abitualmente alcuna struttura, vive un’esperienza straniante, nel senso buono del termine: costui/costei vive nel mistero dei ritmi di chi ci lavora, nel mistero dell’afflusso di altri clienti e così via. Il cliente non conosce storia o motivazioni di chi ha creato il posto o di chi ci lavora. Inoltre, coloro che non soggiornano per meri motivi di piacere, ma per obbligo (lavoro, studio, cure mediche…) vivono la cosa con ancora più distacco. Manca la rilassatezza e la spensieratezza di una vacanza.

Tuttavia il cliente, a prescindere da tutto, deve riconnettersi alla realtà che lo circonda vivendo ciò che gli succede connettendolo ai suoi interessi personali e contingenti: avere un soggiorno decoroso, a contatto con la realtà (che significa avere informazioni di prima mano) a costi accettabili. E’ evidente che, in una realtà come quella italiana, dove la costituzione di fatto di cartelli fra alberghi in un contesto di alta frammentazione delle strutture ha condizionato il mercato per decenni, la nascita di strutture extra-alberghiere indipendenti (e non tutte lo sono, alcune sono create dagli alberghi stessi) ha rappresentato non solo un arricchimento nella diversificazione dell’offerta, ma la possibilità di uno scambio più equo ed autentico tra cliente ed operatori del settore.

Quindi, il cliente o potenziale tale, deve capire che è suo primario interesse dare forza a delle strutture che non solo attuano una politica sostenibile dei prezzi, ma anche una vera concorrenza in un settore altrimenti ingessato. Dello sviluppo di questo tipo di strutture, inoltre, non è da sottovalutare la possibile ricaduta occupazionale.

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