Museo Sartorio.

Largo Papa Giovanni XXIII, 1-Tel. 040-301479

Il primo nucleo della villa risale al 1791. L’aspetto odierno di essa si deve all’architetto triestino Nicolò Pertsch. I proprietari, Giuseppina Fontana e il marito Pietro Sartorio chiesero all’architetto di operare degli ampliamenti ed ammodernamenti in stile neoclassico.

I Sartorio erano originari di San Remo. Nel 1775 aprirono nel Porto Franco di Trieste una filiale del loro commercio di granaglie. La direzione di questa operazione fu di Pietro che diede inizio al ramo triestino della famiglia, assieme alla moglie Brigida Borea D’Olmo. L’ultima erede della famiglia, Anna Segrè Sartorio, fece testamento al Comune di Trieste affinché la villa con il parco e i suoi tesori d’arte divenissero Civico Museo Sartorio (inaugurato nel 1954).

E’ opera del mecenatismo della famiglia Costantinides quello di essere venuto in soccorso al patrimonio mussale del Comune di Trieste e in particolare della villa Sartorio.

Dopo la creazione delle sale per la conservazione ed esposizione dei disegni di Giambattista Tiepolo, nel 1998, nel 1999 gli interventi della famiglia Costantinides si sono concentrati sul comprensorio del Civico Museo Sartorio dove sono stati finanziati progetto, ristrutturazione e restauro della Cappella e della Serra, oggi “Sala Giorgio Costantinides”; la storica cucina e gli ambienti espositivi annessi (nel 2001); parte del sotterraneo trasformato in Memoriale “Giorgio Costantinides” ed altri importanti ambienti: la rimessa delle carrozze e i magazzini, adattati nel 2002-2003 a Gipsoteca-Gliptoteca, laboratorio di restauro e spazi espositivi. Fulvia Costantinides ha inoltre donato le sue collezioni d’arte applicata e di gioielli (oltre 2000 pezzi).

Nel 2003 la famiglia Costantinides ha ha finanziato il progetto di ristrutturazione e restauro completo dell’edificio e del parco. Durante i lavori, portati a termine nel dicembre 2006, sono stati scoperti in molte stanze interessanti affreschi della fine del ‘700 e della prima metà dell’800: motivi decorativi geometrici con effetto trompe-l’oeil di gusto neoclassico accanto a teorie di putti con ghirlande.

Sotto il pavimento del sotterraneo sono tornati alla luce i resti di una domus romana con pavimento musivo a piccole tessere bianche databile al I° secolo d.C..

Nel 2002 è stata recuperata l’ex abitazione del custode trasformandola in biglietteria-bookshop, i cui arredi sono stati forniti dalla famiglia Costantinides nel 2006.

Dal giugno 2007 al 2° piano si può ammirare l’esposizione permanente delle opere di Arturo Fittke della Collezione Giuseppe Piperata, donata dalla nipote Carlotta Piperata Ribecchi.

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