I B&B non hanno partita iva, quindi le ricevute non possono essere fiscali.

LE LEGGI SUL BED AND BREAKFAST
Come Aprire un B&B in Italia

Il B&B in Italia è in evoluzione. Il trend sia delle nuove aperture che della richiesta di questa nuova forma di alloggio è costantemente in crescita nonostante la crisi generale del settore turistico italiano degli ultimi anni.

Dal un sondaggio lanciato a dicembre 2006 risulta che il 50% degli intervistati va in B&B perchè si risparmia, mentre l’altro 50% perchè ama l’ospitalità familiare.

Il successo allora di questa nuova forma di “microricettività” è da ricercarsi tanto nella crisi economica post-euro quanto nella naturale cordiale ospitalità di chi decide aprire una struttura di B&B.

Il bed and breakfast ha permesso e permette anche a chi ha dei mezzi economici ridotti di viaggiare o di viaggiare più a lungo. Inoltre, sempre piú persone avvertono durante il viaggio la necessitá di intraprendere rapporti umani genuini e di entrare in contatto con lo stile di vita della terra che li ospita. Alloggiare in Bed and Breakfast consente a chiunque di vivere l’esperienza unica di condividere lo stile di vita del luogo e la gente che vi abita.

Il B&B assolve a tantissime mancanze della consueta ospitalità. Primo fra tutti, come già detto, grazie alla sua economicità permette vacanze più lunghe e accessibili a tutti. Inoltre, vista l’esiguità dei costi di gestione (è a tutti gli effetti una attività familiare) consente l’offerta di ospitalità anche in località dove non risulta conveniente l’apertura di un hotel creando un indotto turistico, seppur minimo, anche in località non usualmente raggiunte dal turismo.

ALTRE TIPOLOGIA DI MICRORICETTIVITA’ O DI RICETTIVITA’ EXTRA-ALBERGHIERA

Affittacamere
Case e Appartamenti Per Vacanza
Residenze Turistico Alberghiere – RTA
Agriturismo

COME APRIRE UN’ATTIVITA’ DI BED AND BREAKFAST

Per aprire un’attività di bed and breakfast bisogna risiedere nell’abitazione in cui si intende operare.

Le leggi variano da regione a regione, ma tutte si rifanno alla legge principale Legge 29 marzo 2001, n. 135 – “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001.

L’alloggio deve avere massimo 3 camere (ma l’Emilia Romagna e l’Abruzzo ne prevedono 4, la Sicilia 5) – debitamente arredate con letto, armadio, comodini, lampade, sedie e gettacarte – per un massimo di 6 posti letto (a seconda delle regioni, poi, il numero massimo di posti letto totali può variare. Ad esempio nel Lazio sono sei letti, invece nel Veneto il numero massimo di posti non è determinato mentre in Sicilia si possono avere fino a 20 posti letto).

Per rispettare il carattere saltuario dell’attività è prevista un’interruzione di almeno 90 giorni, anche non consecutivi, nel corso dell’anno. In questo caso non serve l’apertura della partita IVA (in alcune regione si può optare per un numero massimo di pernottamenti).

Requisiti minimi richiesti: 14 mq per la doppia, 8 mq per la singola, conformità alle norme di sicurezza degli impianti elettrici, a gas, di riscaldamento, rispetto dellle norme igieniche ed edilizie. Anche questi requisiti possono subire delle variazioni da regione a regione. E’ quindi opportuno accertarsi dei dettagli consultando la legge in materia della propria regione. Il servizio va assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo la prima colazione sotto forma di cibi e bevande preconfezionate senza alcun tipo di manipolazione.

L’apertura di un B&B è facile: è sufficiente recarsi presso l’Ufficio Turistico del proprio Comune di residenza (o presso l’APT o IAT locale) e fare denuncia di inizio attività, comunicando i prezzi che si intendono praticare. I prezzi con il timbro del Comune andranno poi affissi dietro alla porta della camera degli ospiti.

Naturalmente in quella regione deve essere in vigore una legge regionale sul B&B.

Se l’attività ha il carattere dell’occasionalità (ovvero si fa un’interruzione di 90 giorni l’anno) non è necessario aprire la partita iva e quindi non si dovrà rilasciare alcun documento fiscale all’atto del pagamento.

NOVITA’ – Nuovo Regolamento Regione Lazio

Il 7 novembre 2008 è entrato in vigore il nuovo Regolamento Regionale n. 16 che regolamenta i B&B e le Case Vacanze. Secondo la nuova normativa, tutti i gestori di Bed & Breakfast e case-vacanza già operanti sono tenuti, entro 90 giorni dalla pubblicazione del nuovo regolamento, a presentare nuova domanda per la concessione dell’autorizzazione.

Il modulo di rinnovo si può scaricare dal sito http://www.aptprovroma.it e dovrà essere consegnato, previo appuntamento, direttamente alla sede dell’A.P.T. della Provincia di Roma in Via XX Settembre, 26.Per ulteriori informazioni potete chiamare l’A.P.T. ai numeri 06 42 13 81 / 06 42 13 82 20.

LINK: Nuovo Regolamento Regione Lazio

NOVITA’ – Il B&B E IL CONDOMINIO (14/11/2008)

L’attività dei bed & breakfast non può essere subordinata alle autorizzazioni dell’assemblea di condominio.

È addirittura la Corte costituzionale a intervenire sull’attività alberghiera “fai da te” con una sentenza che dichiara incostituzionale una legge della Regione Lombardia che dal 2007 ha obbligato i proprietari degli appartamenti trasformati in bed & breakfast a chiedere il nulla osta dei condomini per avviare o proseguire l’attività. Una norma (l’articolo 45 della legge regionale 15 del 2007) contro la quale la signora Laura L., titolare di una pensione a Milano, ha presentato ricorso al Tar della Lombardia in seguito al rifiuto, da parte del Comune, delle autorizzazioni necessarie all’attività di affittacamere. Il no di Palazzo Marino era motivato con la mancanza del “via libera” da parte dell’assemblea di condominio del palazzo dove la signora Laura avrebbe “aperto” il suo appartamento a letti e colazioni. Il provvedimento comunale è stato impugnato al Tar e i giudici amministrativi hanno accolto l’eccezione di costituzionalità avanzata dalla difesa della … aspirante locandiera e hanno girato la questione ai giudici delle leggi.

Con la sentenza 369 depositata oggi la Consulta ha sottolineato che “la disposizione censurata disciplina la materia condominiale in domo più severo di quanto disposto dal codice civile”. E a questo proposito i giudici costituzionali ricordano che “i rapporti condominiali tra privati costituiscono materia riservata alla legislazione statale”. In pratica la Regione non può prevedere adempimenti diversi e più “restrittivi” rispetto a quelli stabiliti dal codice. In particolare “l’assemblea dei condomini non può essere dotata di poteri superiori a quelli fissati dal codice civile”. E il codice civile, continua la Corte, stabilisce che “il condominio non può limitare la sfera della proprietà dei singoli condomini a meno che non si tratti di limitazioni già previste nei regolamenti dello stesso condominio” e accettate al momento dell’acquisto della casa.

In seguito alla pronuncia della Corte costituzionale, il Tar Lombardia non potrà fare altro che annullare il provvedimento del Comune di Milano e obbligare l’amministrazione a concedere le autorizzazioni alla signora Laura L.

La sentenza emessa oggi, inoltre, potrà essere invocata da tutti i proprietari di bed & breakfast che, anche al di fuori della Lombardia, dovessero vedersi la strada sbarrata dai veti condominiali.

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