Bilancio economico a Trieste.

Da Libero-news:

Trieste, 21 dic. – (Adnkronos) – Parlando del 2011, il presidente di Confindustria Trieste, Sergio Razeto, in occasione della conferenza stampa di fine anno, ha detto: “Abbiamo bisogno di essere piu’ ascoltati dalle forze politiche, istituzionali. Mi auguro che sia data una maggiore attenzione al comparto industriale, perche’ sia in termini di fiscalita’, sia in termini di occupazione, e’ comunque una fetta molto importante”.

Sui dati inerenti l’anno appena trascorso, Razeto che indicato che “sono in modestissima crescita, se rapportati alla forte depressione che abbiamo registrato nel 2008. Quelli congiunturali, confrontati con il rimestare precedente, sono sicuramente molto meno incoraggianti. Ci sono degli altri dati che riguardano l’occupazione, come la cassa integrazione straordinaria che e’ aumentata in maniera molto forte, che evidenziano un livello di particolare attenzione – ha fatto notare Razeto – perche’ evidentemente quando la cassa integrazione e’ straordinaria – ha ammonito – diventa l’anticamera del rilascio dei dipendenti”.

I dati congiunturali della provincia di Trieste, ha chiarito il presidente degli industriali, “sono abbastanza in linea con quelli regionali. Anzi, per certi aspetti quelli occupazionali anche un po’ migliori, ma semplicemente perche’ dalle altre parti hanno molte piu’ aziende. Il fatto che i nostri dati siano leggermente migliori non e’ assolutamente significativo in termini positivi, ma evidenzia che Trieste e’ una citta’ che vive sul terziario e che non puo’ vivere solo sul terziario in futuro”. Infatti, ha sottolineato Razeto, oggi a Trieste terziario e secondario non sono bilanciati, a sfavore del secondo. “Il terziario non e’ – ha affermato – un aspetto negativo, e’ importante ma, come dice il suo nome, terziario viene dal secondario. Quindi, se uno non c’e’, l’altro tende a mancare. Ad eccezione dei grandi giganti come Generali, Allianz, come certe grandi banche, tutti gli altri servizi locali in realta’ dipendono dal secondario locale. E come tale, se non c’e’ il secondario, rischia di decadere il terziario. Oggi, a Trieste non e’ bilanciato”, ha concluso.

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