Trieste history.(2)

Next came the Romans. The area was conquered and in 52 B.C. Tergeste became a colony of the Eternal City. Commerce and trading began to increase at an astonishing rate, particularly during the second century A.D. This went hand in hand with rapid architectural development. Many remains from this period are still visible to this day including the Arco di Riccardo, the Teatro Romano, the patrician villas and the Basilica Forense.

The fall of the Roman Empire heralded a period of great uncertainty. After a succession of Barbarian invasions, the region passed through the hands of the Goths, the Longobards, the Byzantines and the French. The situation was barely any better throughout the Middle Ages. Violent battles for control over the Adriatic lead to Trieste pledging allegiance to the Austro-Hungarian Empire, or rather to Duke Leopold of Austria.

In 1382, an indissoluble bond was created between Trieste and the Hapsburgs. It was a bittersweet bond based on love and hate, respect and submission. It was indeed the Austrians, towards whom many people of Trieste still feel conflicting emotions, that ordered the construction of the castle on San Giusto hill, between 1470 and 1630. This castle has now become one of the principle symbols of the city.

It was in accordance with the wishes of the Hapsburgs (a huge international power) that Trieste was swiflty transformed from a sleepy seaside village to a large European port. With the exception of a few other periods of foreign rule (Venetian, Spanish and finally Napoleonic), Trieste remained subjugated by the Hapsburgs until 1918.

Merchants, entrepreneurs and adventurers from all over the world flocked to Trieste and the city was radically restructured in the eighteenth century by the energetic Empress Maria Teresa. By the end of the nineteenth century the city numbered over one hundred and fifty thousand inhabitants. Large insurance and shipping companies began to appear and shipyards and factories also opened their doors.

Trieste history.

The history of Trieste is an intricate patchwork of myth and legend, flights, passion and races, of culture, peoples and painful victories, of elegant worldliness, successes and failures, of surprising contradictions, lives of artists, commercial traffic and pagan rituals.

Traces of its earliest past have almost all been lost, but according to scholars, the first inhabitants of this region lived in large caverns in the upland plains at the beginning of the Ice Age.

However, it was only in two thousand B.C. that a settlement of sorts began to take shape on the summits of the hills. These were the first villages or castellieri which were surrounded by defensive walls, designed to keep out both invaders and bears which were frequently spotted in the surrounding areas. Inhabited by people of Indo-European (rather than Venetian or Gallo-Celtic) descent, these villages rapidly became commercial trading ports, as they were a natural gateway between east and west and between land and sea.

It was on the site of one of these castellieri, probably the one that dominated the hill where the San Giusto Cathedral stands, that the village of Trieste originated. Its name (derived from the Latin Tergeste) indicates its original purpose: Terg is a Paleo-Venetian word meaning market and este means town. There is no shortage of myths and legends surrounding the place: according to ancient texts, it was here that Jason and the Argonauts were said to have landed on their quest for the mythical Golden Fleece; it was also the place where Antenore and Diomedes were said to have disembarked during the battle for Troy.

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Have a break, get your offer, come to Trieste!

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Che cos’è una recensione?

Parliamo di turismo, ovviamente. Intanto, facciamo la tara escludendo coloro i quali recensiscono una struttura ricettiva o un ristorante per scherzo o perché imbeccati da qualcuno. Tolti questi, le recensioni dei clienti riflettono la relazione tra le aspettative degli stessi e ciò che quegli stessi ottengono. Purtroppo, di questi tempi, molti (non tutti) hanno grandi aspettative con pochi soldi. Pochi (ma non pochissimi) conoscono le regole del mercato e ancor meno quelle del mercato turistico.
Osserviamo da vicino questa relazione, dalla prenotazione al check in e poi al check out. Il potenziale cliente accede ad internet, compara i prezzi delle strutture. Il primo parametro che il potenziale cliente prende in considerazione, statistiche alla mano è, usualmente, il prezzo; in secondo luogo, ma distanziato, i servizi offerti. Se il problema è quello di scegliere tra due realtà che hanno servizi differenti e prezzi differenti si sceglierà, senza esitazione, quella più economica, poiché l’altra non garantisce gli stessi prezzi bassi, nonostante i maggiori servizi.

La tendenza, infatti, è quella di un allineamento dei prezzi verso il basso, per effetto della concorrenza.
Qualcuno dirà: è la competizione o la crisi, bellezza! Oppure; è il mercato, bellezza! Non è la competizione, la crisi o non è solo la crisi, e la competizione come non è il mercato o solo il mercato. È uno stile di vita. Il punto è sempre quello: ottenere il massimo dando il minimo. Che poi è anche la filosofia che anima il consumismo dei giorni nostri. Il consumatore si deve battere per consumare nel migliore dei modi, alle condizioni che considera le migliori.
Questo atteggiamento, questo stile di vita, si riflette, ancora, sulla risposta del cliente rispetto ai servizi offerti dalla struttura. Il cliente, per impostazione, non vuole pagare i servizi aggiuntivi, immaginando che vi possa essere una specie di zona franca dove tutto è incluso, anche le cose che costano un di più a chi offre il servizio.
Ebbene no. Una struttura ricettiva, sia essa grande o piccola, offre la possibilità di dormire, a prezzi concorrenziali e non altro. Ad essere sinceri non deve offrire nient’altro che la buona educazione, come servizio extra. Nulla di più. Quindi chi fa prezzi, all’interno delle strutture ricettive, può farli includendo tutti i servizi possibili, cosciente di vendere un prodotto, in un certo senso, a 360°.
Tuttavia, è bene che una struttura tenga conto delle critiche, e per farlo adeguatamente, è necessario operare delle distinzioni, fare una cernita tra le cose utili e quelle che non lo sono.

Turismo, andamenti e statistiche. Alcune considerazioni.

Difficile a dirsi, impossibile dare una risposta centrata al 100%. Tuttavia, possiamo avvicinarci alla realtà. Stando a ciò che pubblica il principale giornale cittadino, il settore sembra in preda alla contradditorietà. Va tutto bene, ci sono tanti problemi.

Dicono che siano aumentati i turisti, ma non si dice chiaramente di quanto sono aumentate le disponibilità di letti. Dopotutto in regime di de-regolamentazione, grande è la confusione sotto il cielo.

Da notare poi che gli istituti di statistica sostengono esserci una grossa de-regolamentazione anche per quanto riguarda il lavoro nel settore turistico, assimilabile a quello dei servizi.
Quindi, un chiaroscuro costante e perdurante. Inoltre, stando a ciò che vediamo sui maggiori portali internet di prenotazioni online, le offerte abbondano eccome! Siamo ai saldi già prima della Barcolana, evento principe di Trieste. Se il lavoro andasse così bene non ci sarebbero così tante offerte. Allora, il discorso potrebbe essere: ci sono troppe strutture (de-regolamentazione) o pochi turisti? Oppure: aumentano più i posti letto che non i turisti. Scegliete voi. L’Italia ha perso qualche posizione nelle statistiche mondiali sul turismo: ora siamo al 6° posto. Negli anni ’70 eravamo al 1°!
Mancanza di razionalizzazione nel settore, che di solito viene spacciata per “progresso” tecnologico ed altre questioni non affrontate adeguatamente, come le mancate sinergie pubblico-privato, azzoppano e continueranno ad azzoppare il sistema.

Perché comprendere la domanda e l’offerta turistica a Trieste?

Crediamo sia necessario capire quale sia la situazione attuale del turismo in città con concretezza e sguardo lungo. Senza capire è impossibile agire.  Senza agire non potremo verificare se le nostre scelte strategiche siano state quelle giuste.

Siamo convinti che a Trieste, nonostante i sensibili progressi avuti nel corso degli ultimi 20 anni, ci siano ancora ampi margini di miglioramento per posizionare la città come una meta turistica. Perlomeno è una città che può orientarsi ulteriormente al soddisfacimento della domanda turistica, come possibile produttrice di reddito alternativo ai lavori nell’industria, nel Porto e nel commercio messi fortemente in crisi dalla globalizzazione.

La struttura campione e partner di questo lavoro, Casa Vacanze Molino8, (ora, dopo la fusione, Casa Vacanze Molino8 – Ghega) fu scelta perché rappresentava e rappresenta tutt’oggi uno spaccato significativo, vasto e perciò rappresentativo della tipologia di clientela che frequenta Trieste. Non solo: queste due strutture rappresentano molto bene la dinamicità e flessibilità dell’offerta, in grado di incontrare una domanda caratterizzata da una forte segmentazione. Una clientela esigente, e mediamente molto giovane, con interessi indirizzati verso la cultura ed il lavoro.

Chi siamo.

Siamo un libero sodalizio tra operatori del settore dell’ospitalità e clienti che, per studio, divertimento o lavoro, visitano la città. L’intenzione degli operatori è quella di raggiungere nuovi obiettivi nella qualità dell’accoglienza ricettiva e della proposta turistica nella città giuliana. Per questo motivo il sodalizio è anche oggetto di uno studio approfondito che elabora, analizzandoli e sintetizzandoli, i dati statistici propri e di terzi, siano essi istituzioni pubbliche o aziende private. La base strutturale dell’esperienza può essere considerata come l’applicazione dell’economia partecipativa al settore turistico. Questa applicazione genera ritorni decisamente forti e costanti dall’organizzazione alla pianificazione, dalla raccolta statistica all’implementazione di strategie complessive per il settore.

Questa libera unione di operatori è fondata su professionalità, disponibilità e reciproca convenienza, tutte caratteristiche rare al giorno d’oggi, ma che possono trovare nuova vita allorquando si incontrino domanda e offerta a chiara focalizzazione. Il sodalizio è  in grado di soddisfare i propri affiliati in maniera gratuita e sulla base della reciprocità nei seguenti campi:

– consulenza di “marketing” sia online che offline;

– consulenza di comunicazione nel e del settore;

– pronto intervento su qualsiasi aspetto della vita dell’attività ricettiva;

– consulenza nell’utilizzo di software, solamente open-source, sia a livello di gestione delle strutture affiliate che a livello di booking.

Le strutture che già hanno aderito e si avvalgono della nostra collaborazione:

Casa Vacanze Molino8 – Ghega, Mob: 320-3030941 oppur 327-7443761

Per adesioni, richieste e/o informazioni chiamate il 327-7443761.

Come funziona.

Il sodalizio si articola nella proposta della seguente offerta: Backpackers & Students, Enjoy & Share, Work & Relax. La proposta è in grado di favorire le esigenze di trasferimento per brevi o lunghi periodi e per i più disparati motivi: svago, turismo, lavoro, studio. Si tratta di canali commerciali attraverso i quali soddisfare la domanda specifica della clientela. E’ il primo passo dalla massa indifferenziata di domanda a quella peculiare ed esclusiva del singolo o dei gruppi; dal turismo di massa a quello ritagliato su misura. La realizzazione di ciò è resa possibile dalla presenza di aziende dell’ospitalità che già aderiscono operativamente al progetto.

Perché è bene che ci siano anche le piccole strutture ricettive?

Non siamo i fautori acritici del “piccolo è bello”. Ma ci sembra giusto sottolineare che, in un ecosistema vitale, ci devono essere forme di vita differenziate. Pena la morte dell’ecosistema stesso.

Di solito una persona, che d’ora in poi chiameremo genericamente cliente, vede la struttura ricettiva dove va a passare qualche giorno, come una realtà totalmente staccata da sé stesso, esterna da sé. Questo tipo di attitudine è il risultato dell’educazione che in massima parte riceviamo nel contesto di riferimento culturale. E’ un’educazione improntata al “ognuno per sé, Dio per tutti”. E non c’è da biasimare nessuno per questo: si tratta di un semplice dato di fatto.

Spesso, il cliente che non frequenta abitualmente alcuna struttura, vive un’esperienza straniante, nel senso buono del termine: costui/costei vive nel mistero dei ritmi di chi ci lavora, nel mistero dell’afflusso di altri clienti e così via. Il cliente non conosce storia o motivazioni di chi ha creato il posto o di chi ci lavora. Inoltre, coloro che non soggiornano per meri motivi di piacere, ma per obbligo (lavoro, studio, cure mediche…) vivono la cosa con ancora più distacco. Manca la rilassatezza e la spensieratezza di una vacanza.

Tuttavia il cliente, a prescindere da tutto, deve riconnettersi alla realtà che lo circonda vivendo ciò che gli succede connettendolo ai suoi interessi personali e contingenti: avere un soggiorno decoroso, a contatto con la realtà (che significa avere informazioni di prima mano) a costi accettabili. E’ evidente che, in una realtà come quella italiana, dove la costituzione di fatto di cartelli fra alberghi in un contesto di alta frammentazione delle strutture ha condizionato il mercato per decenni, la nascita di strutture extra-alberghiere indipendenti (e non tutte lo sono, alcune sono create dagli alberghi stessi) ha rappresentato non solo un arricchimento nella diversificazione dell’offerta, ma la possibilità di uno scambio più equo ed autentico tra cliente ed operatori del settore.

Quindi, il cliente o potenziale tale, deve capire che è suo primario interesse dare forza a delle strutture che non solo attuano una politica sostenibile dei prezzi, ma anche una vera concorrenza in un settore altrimenti ingessato. Dello sviluppo di questo tipo di strutture, inoltre, non è da sottovalutare la possibile ricaduta occupazionale.