Have a break, get your offer, come to Trieste!

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Che cos’è una recensione?

Parliamo di turismo, ovviamente. Intanto, facciamo la tara escludendo coloro i quali recensiscono una struttura ricettiva o un ristorante per scherzo o perché imbeccati da qualcuno. Tolti questi, le recensioni dei clienti riflettono la relazione tra le aspettative degli stessi e ciò che quegli stessi ottengono. Purtroppo, di questi tempi, molti (non tutti) hanno grandi aspettative con pochi soldi. Pochi (ma non pochissimi) conoscono le regole del mercato e ancor meno quelle del mercato turistico.
Osserviamo da vicino questa relazione, dalla prenotazione al check in e poi al check out. Il potenziale cliente accede ad internet, compara i prezzi delle strutture. Il primo parametro che il potenziale cliente prende in considerazione, statistiche alla mano è, usualmente, il prezzo; in secondo luogo, ma distanziato, i servizi offerti. Se il problema è quello di scegliere tra due realtà che hanno servizi differenti e prezzi differenti si sceglierà, senza esitazione, quella più economica, poiché l’altra non garantisce gli stessi prezzi bassi, nonostante i maggiori servizi.

La tendenza, infatti, è quella di un allineamento dei prezzi verso il basso, per effetto della concorrenza.
Qualcuno dirà: è la competizione o la crisi, bellezza! Oppure; è il mercato, bellezza! Non è la competizione, la crisi o non è solo la crisi, e la competizione come non è il mercato o solo il mercato. È uno stile di vita. Il punto è sempre quello: ottenere il massimo dando il minimo. Che poi è anche la filosofia che anima il consumismo dei giorni nostri. Il consumatore si deve battere per consumare nel migliore dei modi, alle condizioni che considera le migliori.
Questo atteggiamento, questo stile di vita, si riflette, ancora, sulla risposta del cliente rispetto ai servizi offerti dalla struttura. Il cliente, per impostazione, non vuole pagare i servizi aggiuntivi, immaginando che vi possa essere una specie di zona franca dove tutto è incluso, anche le cose che costano un di più a chi offre il servizio.
Ebbene no. Una struttura ricettiva, sia essa grande o piccola, offre la possibilità di dormire, a prezzi concorrenziali e non altro. Ad essere sinceri non deve offrire nient’altro che la buona educazione, come servizio extra. Nulla di più. Quindi chi fa prezzi, all’interno delle strutture ricettive, può farli includendo tutti i servizi possibili, cosciente di vendere un prodotto, in un certo senso, a 360°.
Tuttavia, è bene che una struttura tenga conto delle critiche, e per farlo adeguatamente, è necessario operare delle distinzioni, fare una cernita tra le cose utili e quelle che non lo sono.

Turismo, andamenti e statistiche. Alcune considerazioni.

Difficile a dirsi, impossibile dare una risposta centrata al 100%. Tuttavia, possiamo avvicinarci alla realtà. Stando a ciò che pubblica il principale giornale cittadino, il settore sembra in preda alla contradditorietà. Va tutto bene, ci sono tanti problemi.

Dicono che siano aumentati i turisti, ma non si dice chiaramente di quanto sono aumentate le disponibilità di letti. Dopotutto in regime di de-regolamentazione, grande è la confusione sotto il cielo.

Da notare poi che gli istituti di statistica sostengono esserci una grossa de-regolamentazione anche per quanto riguarda il lavoro nel settore turistico, assimilabile a quello dei servizi.
Quindi, un chiaroscuro costante e perdurante. Inoltre, stando a ciò che vediamo sui maggiori portali internet di prenotazioni online, le offerte abbondano eccome! Siamo ai saldi già prima della Barcolana, evento principe di Trieste. Se il lavoro andasse così bene non ci sarebbero così tante offerte. Allora, il discorso potrebbe essere: ci sono troppe strutture (de-regolamentazione) o pochi turisti? Oppure: aumentano più i posti letto che non i turisti. Scegliete voi. L’Italia ha perso qualche posizione nelle statistiche mondiali sul turismo: ora siamo al 6° posto. Negli anni ’70 eravamo al 1°!
Mancanza di razionalizzazione nel settore, che di solito viene spacciata per “progresso” tecnologico ed altre questioni non affrontate adeguatamente, come le mancate sinergie pubblico-privato, azzoppano e continueranno ad azzoppare il sistema.

Perché comprendere la domanda e l’offerta turistica a Trieste?

Crediamo sia necessario capire quale sia la situazione attuale del turismo in città con concretezza e sguardo lungo. Senza capire è impossibile agire.  Senza agire non potremo verificare se le nostre scelte strategiche siano state quelle giuste.

Siamo convinti che a Trieste, nonostante i sensibili progressi avuti nel corso degli ultimi 20 anni, ci siano ancora ampi margini di miglioramento per posizionare la città come una meta turistica. Perlomeno è una città che può orientarsi ulteriormente al soddisfacimento della domanda turistica, come possibile produttrice di reddito alternativo ai lavori nell’industria, nel Porto e nel commercio messi fortemente in crisi dalla globalizzazione.

La struttura campione e partner di questo lavoro, Casa Vacanze Molino8, (ora, dopo la fusione, Casa Vacanze Molino8 – Ghega) fu scelta perché rappresentava e rappresenta tutt’oggi uno spaccato significativo, vasto e perciò rappresentativo della tipologia di clientela che frequenta Trieste. Non solo: queste due strutture rappresentano molto bene la dinamicità e flessibilità dell’offerta, in grado di incontrare una domanda caratterizzata da una forte segmentazione. Una clientela esigente, e mediamente molto giovane, con interessi indirizzati verso la cultura ed il lavoro.

Chi siamo.

Siamo un libero sodalizio tra operatori del settore dell’ospitalità e clienti che, per studio, divertimento o lavoro, visitano la città. L’intenzione degli operatori è quella di raggiungere nuovi obiettivi nella qualità dell’accoglienza ricettiva e della proposta turistica nella città giuliana. Per questo motivo il sodalizio è anche oggetto di uno studio approfondito che elabora, analizzandoli e sintetizzandoli, i dati statistici propri e di terzi, siano essi istituzioni pubbliche o aziende private. La base strutturale dell’esperienza può essere considerata come l’applicazione dell’economia partecipativa al settore turistico. Questa applicazione genera ritorni decisamente forti e costanti dall’organizzazione alla pianificazione, dalla raccolta statistica all’implementazione di strategie complessive per il settore.

Questa libera unione di operatori è fondata su professionalità, disponibilità e reciproca convenienza, tutte caratteristiche rare al giorno d’oggi, ma che possono trovare nuova vita allorquando si incontrino domanda e offerta a chiara focalizzazione. Il sodalizio è  in grado di soddisfare i propri affiliati in maniera gratuita e sulla base della reciprocità nei seguenti campi:

– consulenza di “marketing” sia online che offline;

– consulenza di comunicazione nel e del settore;

– pronto intervento su qualsiasi aspetto della vita dell’attività ricettiva;

– consulenza nell’utilizzo di software, solamente open-source, sia a livello di gestione delle strutture affiliate che a livello di booking.

Le strutture che già hanno aderito e si avvalgono della nostra collaborazione:

Casa Vacanze Molino8 – Ghega, Mob: 320-3030941 oppur 327-7443761

Per adesioni, richieste e/o informazioni chiamate il 327-7443761.

Come funziona.

Il sodalizio si articola nella proposta della seguente offerta: Backpackers & Students, Enjoy & Share, Work & Relax. La proposta è in grado di favorire le esigenze di trasferimento per brevi o lunghi periodi e per i più disparati motivi: svago, turismo, lavoro, studio. Si tratta di canali commerciali attraverso i quali soddisfare la domanda specifica della clientela. E’ il primo passo dalla massa indifferenziata di domanda a quella peculiare ed esclusiva del singolo o dei gruppi; dal turismo di massa a quello ritagliato su misura. La realizzazione di ciò è resa possibile dalla presenza di aziende dell’ospitalità che già aderiscono operativamente al progetto.

Perché è bene che ci siano anche le piccole strutture ricettive?

Non siamo i fautori acritici del “piccolo è bello”. Ma ci sembra giusto sottolineare che, in un ecosistema vitale, ci devono essere forme di vita differenziate. Pena la morte dell’ecosistema stesso.

Di solito una persona, che d’ora in poi chiameremo genericamente cliente, vede la struttura ricettiva dove va a passare qualche giorno, come una realtà totalmente staccata da sé stesso, esterna da sé. Questo tipo di attitudine è il risultato dell’educazione che in massima parte riceviamo nel contesto di riferimento culturale. E’ un’educazione improntata al “ognuno per sé, Dio per tutti”. E non c’è da biasimare nessuno per questo: si tratta di un semplice dato di fatto.

Spesso, il cliente che non frequenta abitualmente alcuna struttura, vive un’esperienza straniante, nel senso buono del termine: costui/costei vive nel mistero dei ritmi di chi ci lavora, nel mistero dell’afflusso di altri clienti e così via. Il cliente non conosce storia o motivazioni di chi ha creato il posto o di chi ci lavora. Inoltre, coloro che non soggiornano per meri motivi di piacere, ma per obbligo (lavoro, studio, cure mediche…) vivono la cosa con ancora più distacco. Manca la rilassatezza e la spensieratezza di una vacanza.

Tuttavia il cliente, a prescindere da tutto, deve riconnettersi alla realtà che lo circonda vivendo ciò che gli succede connettendolo ai suoi interessi personali e contingenti: avere un soggiorno decoroso, a contatto con la realtà (che significa avere informazioni di prima mano) a costi accettabili. E’ evidente che, in una realtà come quella italiana, dove la costituzione di fatto di cartelli fra alberghi in un contesto di alta frammentazione delle strutture ha condizionato il mercato per decenni, la nascita di strutture extra-alberghiere indipendenti (e non tutte lo sono, alcune sono create dagli alberghi stessi) ha rappresentato non solo un arricchimento nella diversificazione dell’offerta, ma la possibilità di uno scambio più equo ed autentico tra cliente ed operatori del settore.

Quindi, il cliente o potenziale tale, deve capire che è suo primario interesse dare forza a delle strutture che non solo attuano una politica sostenibile dei prezzi, ma anche una vera concorrenza in un settore altrimenti ingessato. Dello sviluppo di questo tipo di strutture, inoltre, non è da sottovalutare la possibile ricaduta occupazionale.

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